Barbara Golini

Cade oggi l’anniversario della morte di Giordano Bruno bruciato sul rogo dall’Inquisizione e che il cardinale Sodano, anche a nome di Papa Giovanni Paolo, nel 2000 definì motivo di profondo rammarico per la chiesa cattolica.  Giordano Bruno fu un uomo irrequieto sempre alla ricerca della verità. Nacque cattolico e divenne prete ma ben preso tolse gli abiti talari in cui si sentiva non più a suo agio soprattutto avvertendo la sempre più forte dominanza dell’Inquisizione all’interno della chiesa. Girò l’Europa avvicinandosi alle religioni protestanti da cui si allontanò ben presto per il suo animo così indipendente e votato alla ricerca del vero.  Il suo pensiero sull’infinitezza dell’universo fu contrastato da molti dallo stesso Copernico e da altri pensatori che allora non ancora riuscivano a seguire l’ampiezza del suo pensare con i numeri matematici di cui disponevano.  Considerato ancora oggi un esempio del pensiero laico e contro la rigidità dogmatica di certa chiesa cattolica, egli non si occupò solo di astronomia e la forza del suo pensiero e della sua libertà e coerenza con essi fu tale ch’egli affrontò la morte sul rogo, dopo mesi di continue torture in cui gli si chiedeva di rinunciare al suo pensiero, con estrema fierezza e dignità. Il principio ispiratore del suo pensiero era il concetto di libertà.  Un’idea estremamente rivoluzionaria se pensiamo di essere nel 1600 circa, in un’epoca di regressione e nell’epoca della purtroppo conosciutissima Inquisizione. Alcuni sostengo ch’egli non avrebbe mai potuto negare le sue teorie perché  l’accettazione della morte in maniera eroica avrebbe reso il suo pensiero indimenticabile. Nel De monade, numero et figura G.Bruno scrive: “Ho lottato, è molto: credetti poter vincere (ma alle membra venne negata la forza dell’animo) e la sorte e la natura repressero gli studi e gli sforzi. È già qualcosa l’essersi cimentati; giacché vincere vedo è nelle mani del fato. Per quel che mi riguarda ho fatto il possibile, che nessuna delle generazioni venture mi negherà; quel che un vincitore poteva metterci di suo:  non aver temuto la morte, non aver ceduto con fermo viso a nessun simile, aver preferito una morte animosa ad un’imbelle vita”. A rifletterci bene, questo suo pensiero raccoglie in nuce uno svariato numero di significati applicabili ad oggi e alla nostra epoca nella quale ‘d’imbelle vita’ ci si riempiono le pagine di giornali, televisione e media quanti di noi, pur non rischiando la vita, hanno il coraggio d’esser così coerenti con il proprio pensiero?

Ma torniamo a Bruno e all’infinitezza dell’universo.  Perché per Bruno era così importante dimostrare che l’universo era infinito? Perché egli non aveva timore di ciò che non ha limite e perché ciò che non ha limite consente all’essere umano di vivere la libertà nella sua infinitezza. Se noi ci muoviamo all’interno di una casa, chiusa e limitata con le sue stanze e i suoi corridoi, noi ci muoviamo in uno spazio delimitato e all’interno d’esso anche la nostra libertà, non solo di movimento ma anche di pensiero, è limitata. Lo spazio ha una grande influeza sul nostro pensare, proviamo ad immaginare per un attimo quanta influenza ha avuto nel pensiero umano la scoperta di territori sempre più grandi a cominciare dall’uomo preistorico. Gli spazi illimitati ci mettono a confronto con un pensare che si relaziona ad esso. Innanzitutto, la scoperta di cose nuove che nel limite della nostra casa potrebbero anzi possono non esistere. Questo è accaduto anche agli esploratori, a coloro che hanno scoperto nuovi mondi e nuovi popoli trovando in essi tradizioni e modi di pensare che si adeguavano agli spazi in cui essi vivevano. Per noi è talmente scontato pensare che a colazione mangiamo una fetta di pane e Nutella, che quando ci troviamo in un paese come la Cina in cui il p ane non esisteva per tradizione, poiché non esisteva il grano, e per colazione ci viene portato il brodo di riso, possiamo essere messi per la prima volta a confronto con un qualcosa di sconosciuto e di infinitamente affascinante ma anche destabilizzante. Bruno, scoprendo e rimanendo coerente, sacrificando la sua stessa vita, con il suo pensiero dell’infinito ci consente di comprendere e spaziare con il nostro pensiero e di poter sostenere che se esiste l’infinito e se la libertà è anch’essa infinita, noi abbiamo il diritto e il dovere di contestare un’idea che ci viene imposta come l’unica e la vera e di cercare nello spazio infinito delle verità quella che potrebbe essere la vera alternativa. Questo pensiero  entusiasma sia a livello filosofico che politico e ci rende tutti partecipi di un possibile cambiamento. In memoria di Bruno ricordiamo oggi l’infinitezza della libertà, oltre al suo fascino e alla sua bellezza.


L'articolo rispecchia l'opinione della persona che lo firma. Potrebbe perciò non corrispondere alla posizione ufficiale del PD Germania. Siamo un partito democratico di nome e di fatto e quindi siamo lieti di ospitare anche contributi redazionali oltre ai comunicati della Segreteria.
}

Un commento a “Si ricorda oggi la morte sul rogo di Giordano Bruno filosofo del pensiero dell’universo infinito”

  1. Giovanni Baruzzi

    Cara Barbara,
    è un contributo bellissmo. Due anni fa sono passat a campo dei fiori e a vedere la statua di Giordano Bruno mi sono venuti molti pensieri…
    ciao
    Giovanni

Qui si può scrivere un commento