Giovanni Baruzzi

“Qui si fa l’Europa o si muore”. Con questo titolo il dipartimento università e ricerca del Partito Democratico ha organizzato il 3 febbraio in una sala del Parlamento Europeo di Bruxelles un convegno per discutere delle sfide strategiche che in questo momento storico l’Italia e l’Europa hanno di fronte.

Si è trattato di un incontro molto proficuo durante il quale si è affermata la necessità di costruire una nuova Italia in una nuova Europa di fronte al riemergere di sentimenti nazionali. Si è parlato anche di economia e della mancata valorizzazione dei ricercatori nelle aziende italiane. Questa è solo una delle cause che hanno spinto molte intelligenze italiane a trasferirsi all’estero lasciando un’Italia che non riconosce l’importanza della formazione e della ricerca universitaria. Il fenomeno della “fuga dei cervelli” in sè non è allarmante: i presenti hanno convenuto sul fatto che sia solo un bene che molti nostri connazionali facciano ricerca all’estero, specializzandosi e acquisendo nuove esperienze. Il vero problema è il fatto che l’Italia, al contrario dei maggiori paesi europei, non sia a sua volta meta di un flusso di ricercatori dall’estero. Si è discusso a lungo, dunque, di alcune modalità con le quali invertire questa tendenza negativa che vede il nostro bilancio con l’estero sul fronte dei ricercatori in perenne passivo.

Dalla Germania erano presenti Maurizio Singh, presidente del PD Germania e Dario Pasquini,
ricercatore e vicecoordinatore del Circolo PD di Berlino.

E’ nostra responsabilità, che con consapevolezza abbiamo lasciato l´Italia, impegnarci per un futuro migliore della nostra nazione, proprio perchè attraverso lo sguardo dall’esterno si possono identificare meglio le cause dei problemi. Solo se si mette in atto una rivoluzione culturale che dia più valore alla ricerca e all’istruzione si può assicurare all’Italia un futuro adeguato sia sul piano istituzionale che economico nel cuore dell’Europa.

Commenta Dario Pasquini: “E’ davvero giunta l’ora che il nostro Paese metta a punto una seria strategia per attrarre ricercatori dall’estero, italiani o stranieri. Basta controllare sul web l’entità delle borse di studio offerte dalle due maggiori istituzioni scientifiche italiane, il CNR e l’Accademia dei Lincei, per capire che questa strategia non c’è e forse non c’è mai stata. Il problema è soprattutto di tipo culturale: se si destina alla cultura una percentuale irrisoria del PIL poi non ci si stupisca del fatto che nel Paese l’economia ristagna e che gli stranieri non lo ritengano un posto attraente dove fare carriera”.

Hanno preso parte alla manifestazione ricercatori e studenti italiani da tutta Europa. Erano anche
presenti alla discussione l’eurodeputato Luigi Berlinguer, il deputato Guglielmo Vaccaro e diversi
docenti universitari.

Maurizio Singh
Presidente PD Germania

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